Immigrazione, tutela dei diritti civili, creazione di imprenditorialità, condizioni di vita e di lavoro dei migranti

Rappresentanti del Governo nazionale e regionale, amministratori comunali, rappresentanti diplomatiche e del mondo dell’associazionismo lunedì 27 ottobre prossimo si ritroveranno a Trapani presso l’aula consiliare della ex provincia regionale per il convegno su una problematica di grande attualità “I diritti non hanno passaporto” incentrato sul tema dei diritti civili e delle libertà dei migranti nel nostro Paese.
Temi di ampio respiro e di strettissima attualità verranno trattati, quali l’immigrazione, la tutela dei diritti civilIMG_0099i e la creazione di imprenditorialità, con relativo approfondimento sulle condizioni di vita e di lavoro dei migranti presenti in Italia, in particolare in Sicilia.
Verrà presentato il progetto SOFIIA III che prevede attività di orientamento e formazione nell’ambito dell’impresa agricola per cittadini provenienti da Paesi Terzi in Sicilia.
I lavori inizieranno alle ore 9,30 con l’indirizzo di saluto di Antonio Ingroia, commissario straordinario del Libero Consorzio della Provincia di Trapani, del Prefetto Leopoldo Falco, del Console della Repubblica di Tunisia a Palermo Farhat Ben Souissi. Il presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi Luciano Luciani introdurrà i lavori del convegno articolato in quattro sessioni.
Si parletà di migranti e diritti civili, di integrazione sociale e culturale, di inserimento lavorativo e imprenditorialità dei migranti, nonché di una nuova legge regionale per l’immigrazione a tutela dei migranti e del ruolo della Regione negli interventi di emergenza e di prima accoglienza.
Relazioneranno Marco De Giorgi direttore dell’ufficio nazionale antidiscriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Antonella Sutera dirigente dell’assessorato regionale alla famiglia, delle politiche sociali e del lavoro; Angelo Forgia direttore regionale INAC; Sami Rhouma dell’ufficio immigrazione della CGIL di Ragusa.
Ad illustrare il progetto SOFIIA 3 – Lotto Sicilia – sarà Marisa Lo Verde dell’IIFS; Stefano Maranto si soffermerà sull’articolazione della rete sportelli di orientamento, attività di formazione e start-up di impresa, mentre Gaetano Armao dell’Università di Palermo porrà l’accento sulle analisi di contesto economico.
Seguiranno gli interventi programmati di Nuccio Massimino della Presidenza Nazionale ALPAA, Francesco Costanzo direttore regionale CIA, Francesco Calanna Commissario Straordinario ESA, Giovanni Bologna Commissario Straordinario del Comune di Marsala, Fabrizio Ferrandelli Vicepresidente della Commissione d’inchiesta e vigilanza, fenomeno della mafia in Sicilia dell’ARS e di Andrea Piraino, professore ordinario di diritto costituzionale alla Università di Palermo.

AGIA-CIA lancia il primo “Master in Apertura e Gestione di Start-Up Agricole

Un “Master in Apertura e Gestione di Start-Up Agricole” per fornire agli aspiranti imprenditori siciliani del settore tutti gli strumenti tecnici e pratici necessari a ridurre al minimo i rischi connessi con l’apertura di una nuova impresa. Lo annuncia il presidente dell’Agia-Cia Sicilia Nicolò Lo Piccolo, contestualmente all’apertura ufficiale del bando di concorso.
L’Agro-Business Start Academy, con il Master creato “ad hoc”, è una risposta ai nuovi Logo AGIAbisogni che la società esprime, con la crescita dell’autoimprenditorialità e soprattutto con il “ritorno alla terra” dei giovani, che ricomincia ad attirare energie, progettualità, fiducia, com’è evidente anche dal picco di immatricolazioni alla facoltà di Agraria dall’inizio della crisi (+40 per cento) . D’altra parte, statisticamente i primi due anni di un’impresa neonata sono i più difficili e quelli in cui è maggiormente necessario un supporto solido e affidabile. Proprio per questo, si è deciso di realizzare un percorso di studi completo di lezioni in aula e stage in azienda, partendo dall’assunto che conoscenza del settore e innovazione aumentano le capacità delle start-up di affrontare il mercato e crescere in termini di fatturato, export e occupazione.

Ogni giorno in Italia nascono 15 nuove aziende agroalimentari. Un dato sorprendente che s’inserisce nel contesto della crisi più grave e lunga della storia recente. In questo settore, cioè, l’imprenditoria si è dimostrata anticiclica. Eppure molto spesso l’agricoltura viene ancora percepita in termini di tradizione e staticità. Ma è un errore: la “nuova agricoltura” punta molto sull’innovazione e sulla multifunzionalità, coniugando la produzione agricola alla dimensione sociale e culturale con gli agri-asili, le fattorie sociali e didattiche, gli agriturismi, le agroenergie.

Nicolò Lo Piccolo Presidente AGIA-CIA Sicilia

Nicolò Lo Piccolo Presidente AGIA-CIA Sicilia

Tutte nuove opportunità che sono al centro del Master  insieme a tanti temi essenziali per le start-up. Dalla gestione economica delle Pmi alla fiscalità e alle leggi che regolano il settore, dal marketing alle strategie commerciali anche per l’export, dalla governance alle risorse umane, tutto il programma è pensato per assicurare all’aspirante imprenditore agricolo le conoscenze e le metodologie più efficaci per partire con il piede giusto. Il tutto sotto l’ombrello istituzionale ed esperienziale della Cia, una delle maggiori organizzazioni imprenditoriali del settore e la prima a farsi promotrice di un percorso del genere.
Il Master prevede una durata di 240 ore, di cui 120 in aula e 120 di stage presso un’impresa agricola Cia. Oltre le basi teoriche, ai partecipanti sarà fornito il supporto sia nell’elaborazione del proprio Piano d’impresa sia nella scelta dell’azienda per il tirocinio. A tutti i partecipanti sarà poi assicurato anche l’accompagnamento nell’individuazione di un’impresa europea presso la quale poter svolgere, opzionalmente, uno stage attraverso l’Erasmus for Young Entrepreneurs. Per informazioni scrivere a: agia.sicilia@cia.it o telefonare allo 091308151 o al 3283608350 Bando Agro-Business Start Academy

Contributo a fondo perduto sino al 70% Sottomisura 4.1 – Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole (Ex Misura 121)


L’intento del presente articolo è quello di sintetizzare la Sottomisura 4.1 riferendosi alla bozza del PSR Sicilia del 22/07/2014 pubblicata dal Dipartimento Regionale Agricoltura – Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Regione Siciliana.
Pertanto quanto riportato nel presente lavoro potrà subire alcune modifiche ed integrazioni prima della pubblicazione nella GURS del bando e delle relative disposizioni attuative.
Descrizione della Sottomisura
La Sottomisura 4.1 (Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole) sostituisce, nella nuova programmazione, quella che è stata nel PSR 2007/2014 la Misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”.
La Sottomisura 4.1 introduce un regime di sostegno per le imprese agricole che vogliono realizzare investimenti materiali, immateriali e funzionali per l’adeguamento, la ristrutturazione e l’ammodernamento del sistema produttivo agricolo e agro-industriale orientato al miglioramento del rendimento globale e al riposizionamento della loro impresa sui mercati.
10371572_10204006457828204_8606339123505388677_nGli Obiettivi della Sottomisura 4.1 sono di seguito elencati:
• sostenere il processo di ristrutturazione e ammodernamento delle aziende, anche attraverso l’ampliamento della dimensione economica delle aziende e l’introduzione di nuove tecnologie ed innovazioni;
• favorire la concentrazione dell’offerta;
• incentivare interventi di integrazione verticale finalizzati ad aumentare il valore aggiunto delle produzione ed il reddito dei produttori, anche attraverso investimenti per la logistica e l’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC);
• migliorare la qualità dei prodotti, anche attraverso interventi funzionali alla realizzazione di sistemi di qualità, tracciabilità e gestione ambientale;
• favorire la diversificazione degli ordinamenti colturali e delle produzioni agricole, anche verso settori non alimentari;
• ridurre i costi di produzione e migliorare le condizioni di produzione e di allevamento compatibilmente anche con le necessità di protezione dell’ambiente e del paesaggio (osservanza delle norme di igiene e benessere degli animali, risparmio idrico ed energetico, uso di fonti alternative, riduzione dei fattori inquinanti);
• migliorare l’organizzazione delle risorse al fine di aumentare la massa critica dell’offerta delle produzioni, anche nell’ambito di azioni integrate a livello aziendale e interaziendale.
• supportare l’adeguamento strutturale delle aziende ai requisiti comunitari di nuova introduzione [azioni sub A.3 e A.6 del PAN (Piano di Attuazione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari)].
La sottomisura in oggetto potrà essere attivata nell’ambito del pacchetto “Giovani Agricoltori” insieme con la Sottomisura 6.1  di sostegno all’avviamento di imprese per giovani agricoltori.
Tipo di sostegno
Il finanziamento è concesso sotto forma di un contributo in conto capitale e/o con strumenti finanziari, qualora definiti.
Il livello contributivo è pari al 50% del costo dell’investimento ammissibile.
Sulla base di quanto previsto dal Comma 3 Art. 17 del Reg.(UE) n. 1305/2013, il predetto livello di aiuto è pari al 70% del costo dell’investimento ammissibile per le seguenti categorie:
a) per i progetti realizzati da Giovani Agricoltori quali definiti nel Reg. (UE) 1305/2013 o che si sono già insediati durante i cinque anni precedenti la domanda di sostegno;
b) per gli investimenti collettivi, compresi quelli legati alla fusione delle organizzazioni di produttori;
c) per i progetti integrati che coinvolgono un sostegno in più di una misura;
d) per investimenti in zone Natura 2000, zone montane, altre zone soggette a vincoli naturali significativi e zone soggette a vincoli specifici,;
e) per le operazioni sostenute nel quadro del PEI in materia di produttività e sostenibilità;
f) per investimenti connessi alle operazioni ai sensi degli articoli 28 e 29 del Reg. (UE) 1305/2013 [misure 10 (Pagamenti Agro-climatico-ambientali) e misura 11 (Agricoltura Biologica) del PSR].
Beneficiari
10155942_285791181596889_606947095532040699_nI beneficiari della Sottomisura 4.1 sono gli agricoltori e le associazioni di agricoltori.
Spese ammissibili
Le spese ammissibili, sostenute per l’attuazione degli investimenti, sono di seguito richiamate:
a. acquisizione, costruzione o miglioramento di beni immobili (terreni, fabbricati) al servizio della produzione, dell’attività di allevamento, della lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti;
b. realizzazione di nuovi impianti colturali nonché la ristrutturazione, la riconversione colturale e varietale degli stessi;
c. acquisto di macchine ed attrezzature agricole, di macchinari e attrezzature per la conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli o agroindustriali;
d. realizzazione di impianti d’irrigazione, di impianti tecnologici e acquisto di attrezzature informatiche e telematiche;
e. realizzazione di strutture e dotazioni per la logistica aziendale;
f. realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili commisurati ai fabbisogni energetici di autoconsumo. Ai fini della produzione di energia da fonti rinnovabili non si potranno realizzare impianti e utilizzare materie prime e prodotti intermedi che generano consumo di suolo destinato all’agricoltura.
Condizioni di ammissibilità
Le aziende singole o associate, per ottenere il sostegno, devono soddisfare le seguenti condizioni:
1) possedere, al momento della presentazione della domanda di aiuto, una base aziendale con un livello minimo di “Reddito Lordo Standard Aziendale” (RLSA) di:
– almeno 10 UDE per le aziende ubicate nelle zone C e D, ad eccezione delle isole minori nelle quali il livello si riduce ad almeno 5 UDE,
– almeno 12 UDE per aziende ubicate nelle altre zone;
Nel caso di giovani imprenditori insediati con il PSR 2007/2014 con la misura 112 “Insediamento dei giovani agricoltori”, il livello minimo di RLSA (Reddito Lordo Standard Aziendale) per accedere alla presente sottomisura è ridotto a 8 UDE, a condizione che a seguito della realizzazione degli investimenti si raggiunga una redditività di almeno 10 UDE per le aziende ubicate nelle zone C e D e di almeno 12 UDE nelle altre zone.
2) rispetto delle norme obbligatorie in materia di ambiente, igiene e benessere degli animali;
3) presentare un piano aziendale degli investimenti al fine di dimostrare il miglioramento del rendimento globale dell’azienda, compresi gli aspetti legati al rispetto dell’ambiente e del paesaggio;
4) presentare un progetto esecutivo, definitivo e immediatamente cantierabile;
5) per impianti di energia, il beneficiario deve dimostrare di rispettare gli standard minimi di efficienza energetica.
Ai sensi dell’articolo 45 Reg. 1305/2013, in caso di investimenti che rischiano di avere conseguenze potenzialmente negative per l’ambiente l’ammissibilità dell’intervento è subordinata alla presentazione di una valutazione di impatto ambientale (VIA).
Se l’importo totale dei lavori è superiore a 1.000.000,00 di euro ed il tasso di cofinanziamento pubblico è superiore al 50% deve essere garantito il rispetto della normativa generale sugli appalti pubblici, in conformità del Decreto Legislativo n. 163/2006 “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture”; tale normativa si applica agli investimenti realizzati, sia dai soggetti pubblici, sia per i soggetti privati.
Il presente articolo è stato redatto dal Dott. in Agroingegneria Giuseppe Garlisi, operatore Cia della provincia di Palermo e responsabile per la zona di Valledolmo.

Pensionati siciliani in grave sofferenza: occorrono servizi integrati sul territorio

Un milione di anziani costretti a sopravvivere con una pensione sotto i 600 euro e un potere d’acquisto che negli ultimi 15 anni si è ridotto del 30%. Ma i pensionati dell’Isola devono anche scontrarsi con la difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari (liste di attesa, ticket sanitari, non autosufficienza, assistenza domiciliare, ecc), con il cattivo e in parte mancato utilizzo delle risorse pubbliche del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali, con il mancato recepimento della legge nazionale 328 e la non adeguata integrazione tra servizi socio-assistenziali e servizi sanitari.
IMG_2096E’ la situazione denunciata oggi dalla sezione palermitana dell’Associazione nazionale pensionati della Cia (Confederazione italiana agricoltori) che ha tenuto il convegno “Servizi integrati per gli anziani”, alla Sala delle Arcate del Castello di Carini: Mimmo Castrogiovanni, organizzatore, ha tenuto la relazione introduttiva. La Regione, tramite l’assessore al Lavoro, Politiche Sociali e Famiglia Giuseppe Bruno, ha fatto sapere che si è “in fase di piena programmazione per il 2015, anche per il trasferimento di fondi destinati ai socio sanitari e alle politiche per anziani. Abbiamo dato direttive chiare e precise a tutti i distretti sanitari per rendere i servizi omogenei e che migliorino la qualità della vita anche anziani. Occorre uscire dalla logica progetti, che si aprono e i chiudono, e puntare su servizi radicati nel territorio e che continuino nel tempo. Specialmente nelle aree interne della Sicilia, dove è maggiore la presenza di anziani e dove la crisi economica è ancora più grave”.
“La dura recessione che ha colpito il Paese rende necessario mettere in campo con urgenza ogni iniziativa rivolta a favorire una ripresa stabile dell’attività economica e produttiva e, nello stesso tempo, avviare concrete azioni di politica sociale per dare sollievo alle famiglie, ed agli anziani: quella degli anziani – ha aggiunto – è tra le categorie che più ha pagato gli effetti della crisi”, ha detto il presidente provinciale della Cia, Antonino Cossentino.
“In tale contesto l’Anp-Cia richiede che le misure che devono essere adottate dal governo Renzi non penalizzino ulteriormente il welfare, già fortemente indebolito negli anni passati, e non appesantiscano il prelievo fiscale, soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più deboli”, ha dichiarato Carmelo Travaglia, presidente regionale dell’Anp-Cia. “Si avverte la necessità di un mIMG_2207eccanismo specifico di rivalutazione automatica delle pensioni – ha continuato – e un adeguamento dell’importo minimo delle pensioni, agendo anche su meccanismi fiscali per ridare un po’ di capacità di spesa ai pensionati. La proposta è di adeguare, seppur gradualmente, i trattamenti minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale ed ampliare la “no tax area” ad un importo pari a due volte quello del trattamento minimo delle pensioni dell’Inps (circa € 13.000)”.
All’incontro era presente anche Davide Faraone, deputato del Pd ed ex responsabile del Welfare dei democratici. “Il tema – ha detto – non riguarda solo un aspetto generazionale ma il futuro complessivo della società italiana. Ci sono molti pensionati e anziani preoccupati più per i nipoti che per se stessi. Ai pensionati che per loro fortuna, e nel rispetto delle regole, hanno potuto costruire una posizione di privilegio occorre chiedere qualche sacrificio. Tutti devono rispettare il criterio contribuito, anche i dipendenti della Regione per i quali vigono norme specifiche: anchIMG_2128e loro, invece, devono adeguarsi a quelle che sono le scelte in campo nazionale. Ma quello che mi preme sottolineare è che occorre mettere mano al sistema, perché se oggi chi percepisce 4-500 euro di pensione minima è solo una parte, domani saranno quasi tutti i giovani di oggi. Per questo il governo nazionale sta cercando, anche con la Legge di Stabilità”, di creare equità e i presupposti perché ognuno possa avere una pensione dignitosa e che permetta di vivere e non di sopravvivere. Si discute tanto dell’articolo 18, ma è invece più importante la decontribuzione per i contratti a termine di tre anni e dare la certezza che se si viene licenziati si sarà ricollocati in un’altra azienda, attraverso un’agenzia che si occupi di questo”. Sulla eventualità di ritornare al voto in Sicilia, Faraone ha detto: sono convinto che fin quando è possibile occorre trovare una soluzione. L’auspicio è che si ritrovi unità e serenità nell’azione di governo per e fare cose utili per i siciliani”.

Queste le altre proposte messe in campo dall’Anp-Cia Sicilia su alcuni punti ritenuti di fondamentale importanza.
Imposizioni sulla casa: la Tasi, che per le seconde abitazioni sostituisce la vecchia Imu, è una tassa insostenibile e ingiusta, laddove prevede che gli anziani che restano in case grandi dopo che i figli hanno formato una propria famiglia, debbano pagare l’imposta piena anche se il loro reddito è basso ed insufficiente per potere assolvere all’obbligo fiscale. Occorre prevedere detrazioni er gli anziani che abitano soli nella casa di proprietà ed abbiano redditi al di sotto del doppio del trattamento minimo se singoli o del triplo del trattamento minimo se in coppia, ed escludere dall’imposta gli anziani non autosufficienti o ricoverati in case di riposo.
Riequilibrare la pressione fiscale. Oltre alla riduzione del cuneo fiscale annunciata solo per i lavoratori dipendentiIMG_2108 e, in parte, per le imprese (con dipendenti) è necessario ridurre la pressione fiscale per i pensionati: limitare l’intervento ai soli lavoratori dipendenti sarebbe una misura davvero ingiusta. Serve quindi ridurre la pressione fiscale anche sui pensionati privilegiando le fasce basse di reddito.
Sanità. L’Anp-Cia guarda con grande preoccupazione alla progressiva sottrazione di risorse e di mezzi al welfare. Il Servizio sanitario nazionale deve invece mantenere il suo carattere pubblico ed universalista senza perdere di vista l’effettiva capacità di contribuzione dei cittadini e senza dimenticare che la salute è un interesse pubblico sancito dalla Costituzione. Ciò non toglie che è necessario mettere mano ad un’attenta razionalizzazione della spesa sanitaria da cui possono derivare sensibili risparmi di spesa. Nello specifico si propone di restituire ai medici di base un ruolo primario, attraverso la costituzione sul territorio dei pool di medici multidisciplinari e di colmare i divari qualitativi e quantitativi tra regioni e territori.

Sistema socio-sanitario. L’integrazione tra servizi sociali e sanitari costituisce per l’Anp-Cia una assoluta priorità per fornire servizi adeguati alle effettive necessità dell’individuo. La legge 328/2000, che avrebbe dovuto far partire ovunque l’integrazione dei servizi sanitari e dei servizi assistenziali attraverso un nuovo e più aderente approccio alle problematiche delle persone bisognose, purtroppo ha avuto un’applicazione limitata e con macroscopiche differenze territoriali. Serve stanziare fondi nazionali di carattere sociale.
La non autosufficienza. Nel corso degli ultimi dieci anni il Fondo Nazionale è stato ridotto da 1.884 milioni di euro del 2004 a 275 milioni di euro nel 2013, nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con il maggior numero di non autosufficienti sul totale della popolazione. Del tutto insufficiente sono, inoltre, le risorse aggiuntive che vengono stanziate allo scopo dalle Regioni, con interventi a macchia di leopardo. La conseguenza è che ancora una volta sono le famiglie, in assenza dello Stato, a dover farsi carico dei loro congiunti non autosufficienti, con ripercussioni evidenti sulle attività lavorative e sui bilanci familiari. Ancor peggiore la situazione è quando l’anziano è solo. Anche in questo caso occorre, nel quadro generale di razionalizzazione della spesa, alimentare il Fondo Nazionale.

Olio d’oliva: allarme per la scarsa produzione. Più che dimezzata la produzione 2014. Pesanti le ricadute sugli olivicoltori e sull’intera filiera.

Un calo di produzione di olio extra vergine che supererà in Sicilia il 50% e vaste aree olivicole con un calo produttivo che raggiunge il 70% della media. Sono queste le prime proiezioni sulla produzione 2014 di olio extra vergine di oliva.
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Un andamento del clima anomalo, umidità eccessiva e temperature estive al di sotto della media, è probabilmente la causa di alterazioni fisiologiche e sviluppo di malattie che hanno causato una eccessiva caduta prima della raccolta.

E’ una debacle per gli olivicoltori e per l’intera filiera olivicola in un momento in cui l’olio siciliano registra una presenza sempre più solida sui mercati nazionali ed esteri.

La Cia Sicilia ha invitato gli olivicoltori a segnalare i reali danni subiti per attivare una serie di misure compensative.modelli richiesta danni Presso le sedi periferiche della CIA sono disponibili i modelli per segnalare i danni.

DOCUMENTO PER IL GOVERNO REGIONALE SUI FONDI ROTAZIONE CRIAS ED IRCAC DI CIA, CNA, CASARTIGIANI, CONFAGRIGOLTURA, CONFARTIGIANATO, CLAAI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, AGCI, UNCI,

foto 1 (2)La crisi degli ultimi anni ha prodotto effetti devastanti sulle imprese, accentuando l’esigenza di reperire risorse esterne, mentre le banche hanno ridotto drasticamente i volumi di affidamento alle PMI, nel 2013 si è ridotto di oltre 80 miliardi il totale dei prestiti concessi alle imprese italiane rispetto agli anni precedenti, mentre i prestiti deteriorati sono aumentati da 100 miliardi a 320 miliardi toccando un picco del 16% di prestiti in essere. Ancora di più è rallentato e si è ridotto il credito alle imprese siciliane, nel 2013 si è avuta rispetto all’anno precedente una riduzione del credito alle piccole imprese del -4.6% e, come evidenziato dalla Banca d’Italia, questa tendenza prosegue nel corso del 2014.

Il Direttore Generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, a settembre segnalava che l’aumento dei costi per la valutazione dei rischi di credito delle piccole imprese ha portato e porterà sempre più a limitare l’accesso al credito bancario delle PMI. Infatti in una sua relazione sostiene: <<…le evidenze contabili delle piccole imprese sono spesso lacunose e opache e richiedono mezzi analitici che indaghino le caratteristiche tecnologiche e di mercato dell’impresa……. con costi fissi oltre che variabili, che possono essere proibitivi se l’impresa e il fido sono piccoli…….>>. Questa situazione prospetta  un “fallimento del mercato del credito” e sostiene sempre il Dott. Rossi
In queste parole del Direttore della Banca d’Italia si evidenzia l’esigenza nella nostra Regione di impedire lo svuotamento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per le imprese agricole, artigianali e le cooperative, poiché ciò causerebbe il fallimento di migliaia di imprese e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.
Da sempre in Sicilia i fondi di rotazione per il credito agevolato per i diversi settori: artigianato, commercio, industria, agricoltura, cooperazione, hanno avuto un peso determinante per il sostegno e per l’aiuto a decine di migliaia di imprenditori.
Parliamo infatti di fondi di rotazione dotati di risorse per centinaia di milioni di euro, (oltre 500 milioni foto 2 (2)Crias per artigiani, agricoltori, autotrasportatori, 200 milioni Ircac per cooperazione etc.).
Le imprese dei settori interessati sono oltre duecentomila e decine di migliaia di esse hanno trovato e continuano a trovare risposte al loro bisogno vitale di liquidità solo nei fondi Crias ed Ircac. Oggi questi fondi rappresentano l’unico strumento creditizio per dare lavoro produttivo alla Sicilia.
E va sottolineato che i dati sul deterioramento, incagli e sofferenze 2013 del sistema finanziario privato siciliano ammontavano a 49,4% dell’erogato mentre quelli della Crias sono stati il 43,9% dell’erogato e poco oltre il 30% quelli dell’IRCAC, con una prevalenza del contenzioso sul credito di esercizio a medio termine per investimenti produttivi e per la ricapitalizzazione societaria.
Mentre nel 2013 le banche hanno diminuito l’erogazione del 10% di credito per investimenti, la Crias ha aumentato del 15,90% l’erogato per investimenti.
Mentre l’Ircac ha registrato un aumento della concessione di crediti a medio termine per investimenti dello 80% e un aumento delle imprese finanziate, comprese il credito di esercizio, del 60% circa.

E’ quindi necessario potenziare i fondi di rotazione per concedere più velocemente i prestiti richiesti alle imprese.
Il rafforzamento dei fondi di rotazione oggi può essere fatto utilizzando i fondi del POR Fesr. L’Unione Europea con l’esplosione della crisi economica ha cambiato le sue strategie e oggi indica espressamente alle Regioni obiettivo 1 di puntare sul credito per sostenere imprese e sviluppo.
Da ciò nasce l’esigenza di prevedere nel Piano Operativo 2014/2020 Fesr misure con risorse consistenti per rafforzare tutti i fondi di rotazione del credito agevolato regionale, consapevoli che per i prossimi anni i Fondi comunitari per la coesione rappresentano le uniche risorse finanziarie disponibili in Sicilia per riattivare crescita, sviluppo e occupazione.
Va messo in campo un piano straordinario per il credito basato sul rafforzamento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per tutti i settori e sul consolidamento del sistema delle garanzie mutualistiche dei Confidi per garantire l’erogazione del credito bancario, utilizzando le risorse comunitarie.
Va contrastata qualunque ipotesi scellerata di rubare o distrarre i fondi di rotazione dell’agevolato regionale che sono patrimonio essenziale della Sicilia e delle imprese per occupazione e sviluppo.
È controcorrente e scandalosa la decisione di sottrarre risorse al mondo imprenditoriale agricolo ipotizzando un prelievo di ben 19 milioni di euro dal fondo Crias. Se questo è l’indirizzo scelto dal governatore per rilanciare l’economia dell’isola attraverso il sostegno all’imprenditoria, prima con il reperimento di fondi attraverso l’IRCAC e adesso attraverso il CRIAS, è inaccettabile condividere la linea di Crocetta e le priorità di investimento su cui punta perché così penalizza imprese e lavoro produttivo.

Sabato 18 Ottobre a Carini (PA) convegno sui servizi integrati agli anziani

foto (1)Si parlerà anche del bonus Irpef di 80 euro da destinare a i pensionati nel corso del convegno “Servizi integrati per gli anziani”, che si terrà sabato 18 ottobre dalle 9,30 alla Sala delle Arcate dl Castello di Carini, organizzato dall’Associazione Nazionale Pensionati della Confederazione italiana agricoltori. Se ne parlerà con il deputato nazionale del Pd Davide Faraone, che ha fatto parte della segreteria di Matteo Renzi come responsabile Welfare e che è il punto di riferimento dei “renziani” siciliani. Presiederà l’incontro Carmelo Travaglia, presidente regionale dell’Anp-Cia, introduzione di Mimmo Castrogiovanni, presidente provinciale Anp-Cia. Interverranno il diabetologo Enzo Provenzano, il sindaco di Carini Giuseppe Agrusa, il sindaco di Torretta Salvo Gambino, il consulente dell’assessorato regionale alla Famiglia Antonio Di Liberto, il presidente regionale della Cia Rosa Giovanna Castagna. Concluderà i lavori Valter Manfredi, vicepresidente nazionale Anp-Cia.

PSR Sicilia 2014/2020 – Sottomisura 6.1 Insediamento dei Giovani Agricoltori (Ex Misura 112) Premio da 40.000 € per ogni Giovane Agricoltore

L’intento del presente articolo è quello di sintetizzare alcuni aspetti che riguardano la Sottomisura 6.1 del nuovo PSR Sicilia riportando quanto descritto nella bozza del 22/07/2014 pubblicata dal Dipartimento Regionale Agricoltura – Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Regione Siciliana.
Pertanto quanto descritto dal presente lavoro potrà subire alcune modifiche prima della pubblicazione nella GURS del bando e delle disposizioni attuative.

La Sottomisura 6.1 fornisce un sostegno finanziario di 40.000 € ai Giovani Agricoltori che avviano un impresa per la prima volta.

Per “Giovane Agricoltore”, secondo la definizione dell’art. 2, par. 1, lettera “n” del Reg. (UE) n. 1305/2013, si intende una persona di età non superiore ai 40 anni al momento della presentazione della domanda che possiede adeguate qualifiche e competenze professionali e che si insedia per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda.
Il sostegno si applica nell’ambito del “Pacchetto Giovani Agricoltori”; dunque ai fini dell’accesso ai benefici la nuova azienda agricola dovrà accedere obbligatoriamente ad almeno un’altra sottomisura del nuovo PSR tra le seguenti:
 4.1 – Sostegno agli investimenti nelle aziende agricole;
 4.2 – Sostegno agli investimenti nel settore della trasformazione / commercializzazione e/o lo sviluppo di prodotti agricoli;
 6.4 – Sostegno agli investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività non agricole;
 16.2 – Sostegno a progetti pilota, e per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie;
 16.3 – Cooperazione tra gli operatori nell’organizzazione di processi di lavoro comuni e la condivisione strutture e risorse, e per lo sviluppo del marketing turistico;
 16.4 – Sostegno alla cooperazione orizzontale e verticale tra gli attori della catena di approvvigionamento per il mercato; creazione e sviluppo di filiere corte e locali, e per la promozione di attività in un contesto locale in materia di sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali;
 16.9. – Sostegno alla diversificazione delle attività agricole in attività di assistenza sanitaria, integrazione sociale, agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione per l’ambiente e il cibo.
Si tratta di una modalità di intervento simile a quella già attuata nel PSR Sicilia 2007-2013 con il Pacchetto Giovani: rispetto al passato, il saldo dell’aiuto dipenderà dal raggiungimento degli obiettivi identificabili nel piano aziendale.
Tipo di sostegno
Il finanziamento è concesso sotto forma di un contributo in conto capitale.
L’aiuto che potrà essere versato in almeno due rate per un periodo massimo di cinque anni, sarà subordinato alla corretta attuazione del piano aziendale.
L’importo dell’aiuto è pari a 40.000 € per ogni Giovane Agricoltore.
Beneficiari
Il sostegno è concesso ai giovani agricoltori come definiti all’Art. 2, par. 1, lettera “n” del Reg. (UE) n. 1305/2013. Tutti gli elementi della definizione di Giovane Agricoltore del Reg. 1305/2013 devono essere soddisfatti al momento della presentazione della domanda. Tuttavia, un periodo di proroga, non superiore a 36 mesi dalla data della decisione individuale di concessione del sostegno, può essere consentito al fine di adeguarsi alle disposizioni del Reg. (UE) n. 1305/2013.
Condizioni di eleggibilità
L’aiuto è subordinato alla presentazione di un adeguato piano aziendale. Il piano aziendale deve descrivere chiaramente:
• la situazione iniziale dell’azienda agricola;
• le tappe e gli obiettivi per lo sviluppo delle attività dell’azienda agricola;
• i dettagli delle azioni necessarie per lo sviluppo delle attività dell’azienda agricola, come gli investimenti, la formazione, la consulenza.
L’attuazione del piano aziendale deve iniziare entro nove mesi dalla data della decisione con cui si concede l’aiuto. Il piano aziendale, attraverso una analisi dell’insieme dei fattori e delle attività che caratterizzano l’impresa agricola, insieme alle informazioni sullo stato patrimoniale dell’azienda, del suo conto economico e degli indici di efficienza economica, dovrà consentire di valutare il miglioramento del rendimento globale dell’impresa post-investimento. Detta analisi, terrà conto di appropriati indicatori tecnico-finanziari, i quali saranno utilizzati per la valutazione dell’intervento programmato, anche ai fini della determinazione della sua ammissibilità.
Le soglie minima e massima per l’ammissibilità delle aziende agricole al sostegno saranno determinate, come nella vecchia programmazione, mediante le Unità di Dimensione Economica (UDE): la soglia minima sarà di almeno 5 UDE nelle isole minori, nelle zone con svantaggi e montane e nelle aree Natura 2000, e di 8 UDE nelle altre zone, mentre la massima sarà di 100 UDE in tutti i casi.
Criteri di selezione utilizzati per selezionare le domande
Le domande verranno selezionate sulla base dei seguenti criteri si selezione:
 Qualificazione del soggetto proponente;
 Requisiti del progetto;
 Caratteristiche dell’azienda;
 Qualità e coerenza del piano aziendale;
 Elementi qualificanti le azioni di formazione.
Il presente articolo è stato redatto dal Dott. in Agroingegneria Giuseppe Garlisi, operatore Cia della provincia di Palermo e responsabile per la zona di Valledolmo.

FOCUS AGRICOLTURA SOCIALE

Gea Turco presidente Donne in Campo Sicilia - Rosa Giovanna Castagna presidente CIA Sicilia

Gea Turco presidente Donne in Campo Sicilia – Rosa Giovanna Castagna presidente CIA Sicilia

L’Associazione Donne in Campo della Sicilia ha organizzato per il prossimo 15 ottobre a Catania un focus sull’agricoltura sociale.

L’evento che si svolgerà nella mattinata con inizio previsto alle ore 9,30 presso il Borghetto di Piazza Europa, potrà contare sulla presenza saluti dei dirigenti Cia di Donne in Campo e del presidente della Rete regionale delle Fattorie Sociali.Sono in programma anche alcune testimonianze rese da chi già questa attività l’ha sperimentata e messa in pratica.

L’agricoltura sociale, nuova frontiera della multifunzionalità in ambito agricolo e rurale, è una opzione e/o una opportunità per le imprese agricole che si aprono alla società integrando e/o sostituendo il welfare pubblico che è diventato carente soprattutto nelle aree rurali.unnamed Le possibili declinazioni di questa attività possono spaziare, solo per fare alcuni esempi, dall’inclusione lavorativa dei soggetti deboli alla cura e all’assistenza della prima infanzia, dalla cura degli anziani e la gestione attiva del loro tempo libero ai percorsi terapeutici e riabilitativi.

Adottare pratiche di agricoltura sociale, metterle a disposizione della società e trarne anche un beneficio economico è un percorso innovativo per le aziende agricole che si muovono tuttora in assenza di chiare normative. Il Focus del 15 ottobre servirà a capirne un po’ di più.

Gli agricoltori siciliani incontrano l’assessore al territorio e ambiente

foto 2Pomeriggio ricco di spunti e proposte. L’assessore regionale al territorio e ambiente, Piergiorgio Gerratana, ha incontrato oggi, presso la Confederazione Italiana Agricoltori della Sicilia la Direzione regionale. Grande attenzione è stata posta al ruolo che gli agricoltori hanno nel territorio a presidiare e a difendere l’ambiente. Grande disponibilità ha espresso l’assessore nel collaborare, ognuno per la propria parte, a far si che molte problematiche possano essere risolte . La discussione si è anche soffermata sul disegno di legge , in discussione all’ARS, che riguarda i Parchi e le Riserve della Sicilia.