Anche la fauna selvatica aggredisce i redditi degli agricoltori

Ormai è necessario un intervento immediato da parte delle Istituzioni per far fronte all’emergenza dei danni provocati dalla fauna selvatica all’agricoltura.

Una situazione insostenibile su tutto il territorio nazionale quella provocata nelle campagne per effetto dei danni relativi alla presenza di specie alloctone e invasive, ungulati e selvatici predatori. Le imprese agricole ormai da anni sostengono spese e subiscono danni non risarciti. L’esasperazione degli agricoltori, alle prese anche con il pericolo per la loro incolumità fisica, ha raggiunto livelli molto elevati.

Sulla base di tali premesse, la Confederazione Italiana Agricoltori ha deciso di avviare una serie di iniziative per intraprendere un percorso efficace di risoluzione della problematica.

Innanzitutto, un impegno da parte del Parlamento e del Governo per adottare, ciascuno nell’ambito delle competenze di merito, “provvedimenti legislativi e attuativi che consentano la limitazione/gestione delle specie, in relazione alla capacità del territorio di sostenere la loro adeguata presenza nella logica della coesistenza sostenibile”.

Accanto a ciò, alla Regione e agli Enti locali, la Cia chiede “interventi adeguati di abbattimento selettivo rivolti all’effettivo controllo della massiccia presenza delle specie alloctone e invasive, degli ungulati e dei selvatici predatori che stravolgono l’equilibrio naturale e produttivo”.

Infine, ma non meno importante, la richiesta di un ristorno di fondi che sia realmente commisurato alle perdite causate alle imprese agricole per effetto dei danni da fauna selvatica. Inoltre, le Associazioni venatorie ambientaliste e animaliste si invitano a considerare “con maggiore attenzione e disponibilità le ragioni degli agricoltori” la cui sostenibilità economica è funzione della produzione agricola e delle attività di allevamento. Se il loro reddito sarà tutelato dai danni provocati dalla fauna selvatica, gli agricoltori, attraverso lavoro e impegno quotidiano, potranno continuare a svolgere quel ruolo fondamentale che li contraddistingue, dalle altre attività economiche, in termini di mantenimento della biodiversità agraria e della tutela ambientale-paesaggistica.

La Cia chiede che nessun agricoltore deve perdere i diritti previsti dalla normativa comunitaria

I10806244_10204481300328713_1248470114730524718_nl presidente della Cia regionale, Rosa Giovanna Castagna scrive all’ Assessore regionale agricoltura, Rosaria Barresi in riferimento alle domande PSR 2015, sia nuovi bandi mis- 11 e 13 che trascinamenti vecchia programmazione, evidenziando le notevoli difficoltà tecniche e operative che stanno intervenendo nella predisposizione delle domande indipendentemente dalla volontà dei produttori. Considerato che nessun agricoltore deve perdere i diritti previsti dalla normativa, la presidente della Cia regionale Rosa Giovanna Castagna chiede “che vengano utilizzate le stesse modalità operative previste da AGEA per la domanda unica 2015 e previste dall’art. 3 del Reg. CE 809/2014, procastinando l’avvio dei controlli in loco; inoltre chiede che venga posticipata al 31 luglio 2015 la data per la consegna dei documenti cartacei presso gli uffici competenti.