CASTAGNA: “PSR MOLTO ATTESO DALLE AZIENDE AGRICOLE ED ORA I BANDI IN TEMPI BREVI”  

 

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“Il via libera da parte della Commissione europea al programma di sviluppo rurale (PSR) della Sicilia, che era molto atteso dalle aziende agricole, è di buon auspicio per rilanciare la competitività del settore agricolo e incrementare lo sviluppo economico nelle zone rurali ma rimaniamo in attesa di conoscere nel dettaglio se ci sono stati consistenti cambiamenti rispetto alla prima stesura di questo importante programma di sviluppo rurale per l’Isola”. A dichiararlo è Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori. “Ora è auspicabile – conclude Castagna – che in tempi brevi escano i bandi per cominciare a lavorare”.

I GRANI ANTICHI TORNANO SUI CAMPI SICILIANI E SFIDANO LE GRANDI MULTINAZIONALI

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I grani antichi tornano sui campi siciliani. Ieri la Cia Sicilia ha dato vita al comitato costituente l’Associazione produttori Grani antichi di Sicilia per la rivalutazione di un elemento di biodiversità, frutto della selezione fatta dai contadini in migliaia di anni di storia dell’agricoltura. Un’ iniziativa nell’ambito del progetto nazionale sulle “bioresistenze” per la salvaguardia ambientale e la tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità. Temi che sono stati al centro della tavola rotonda che si è tenuta ieri a Blufi centro montano sulle Madonie sul tema “Sapore di grano”. Una tavola rotonda, moderata dal giornalista Salvo Messina, per rivalutare i grani antichi Russello, Perciasacchi, Nero delle Madonie, Timilia (o Tumminia) e Senatore Cappelli, con l’interventi tra gli altri del presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Dino Scanavino, del presidente regionale Rosa Giovanna Castagna, e del presidente della delegazione palermitana Antonino Cossentino, del Sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, dell’Assessore agricoltura siciliana, Antonello Cracolici.
IMG_20151112_170400“La rivalutazione dei grani antichi è fondamentale – ha detto il presidente nazionale Dino Scanavino – perché sono un elemento di biodiversità e la Cia, da sempre, fa della tutela della biodiversità il fondamento della sua visione dell’agricoltura. Biodiversità, infatti, significa aderenza a un protocollo di sviluppo sostenibile, ma anche affermazione della centralità agricola e dell’agricoltore come imprenditore ‘multiruolo’ e ‘custode’, capace cioè non solo di produrre dai campi ma di preservare l’ambiente, di qualificarlo attraverso l’attività turistica, di costruire sistemi territoriali capaci di rispettare la natura e i prodotti tipici di quell’area. In questo senso, salutiamo con soddisfazione l’approvazione recente in Senato del ddl sulla biodiversità agricola e alimentare e speriamo che si proceda in fretta verso l’approvazione definitiva. Crediamo molto in questo disegno di legge, che finalmente definisce un quadro normativo unico, prevedendo misure fondamentali per la difesa e la valorizzazione della biodiversità, come l’istituzione di un’Anagrafe nazionale ‘ad hoc’ e l’avviamento del Fondo per la tutela della biodiversità a sostegno delle azioni degli agricoltori custodi. D’altra parte l’Italia, con un trentesimo della superficie Ue, detiene il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale del continente europeo. Un patrimonio che va salvaguardato”.
IMG_20151112_164123“C’è un’agricoltura che fa antimafia – ha detto il presidente regionale Rosa Giovanna Castagna – tutelando il paesaggio, un’agricoltura che è presidio di democrazia e libertà. Bioresistenza vuol dire salvaguardia del territorio e della biodiversità. La rivalutazione dei grani antichi è di strategica importanza per la nostra terra poiché sono un elemento di biodiversità da tutelare. In quest’ottica viene costituita l’Associazione dei grani antichi di Sicilia. La lotta che si fa in campagna è una lotta sociale poiché quando noi lottiamo contro le contraffazioni, quando noi lottiamo contro tutta la malavita organizzata che ruota attorno all’agricoltura non stiamo solo proteggendo l’economia dell’agricoltura ma stiamo creando le condizioni per un’agricoltura pulita e dignitosa”.IMG_20151112_185601

La coltivazione dei grani autoctoni siciliani è stata via via abbandonata fino a rischiare di scomparire, perché soppiantata dai nuovi grani imposti dalla normativa comunitaria, sempre più iperproteici che l’intestino dell’uomo, come dimostrato da diversi studi scientifici, non riesce a digerire dando il via a tutte le intolleranze e le allergie. La delegazione palermitana della Cia, negli ultimi anni, ha creduto fortemente nella rivalutazione di questi grani, lanciando la sfida alle multinazionali delle farine. “In questo senso – ha detto Antonino Cossentino – sono stati preziosi gli aiuti che abbiamo avuto dalla Stazione consorziale sperimentale di granicoltura di Sicilia, dove è custodita una collezione di grani antichi, una settantina in tutto, e che costituiscono una base comunque importante da cui partire. Con la loro collaborazione possiamo puntare a ben altro, perché disponiamo di un patrimonio genetico così importante che ci consente di avviare il processo di rilancio. Dall’altra parte possiamo contare sugli studi effettuati dal Consorzio di ricerca “Gian Pietro Ballatore” sulla bontà per la nostra salute di questi grani e delle farine ottenute. In questa nostra iniziativa non portiamo avanti un’idea ‘romantica’ ma stiamo mettendo assieme i pezzi di un mosaico che possono portarci a un disegno economico importante per la nostra regione”.IMG_20151112_173129

“Sapore di Grano” La rivalutazione dei Grani Antichi

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“Sapore di Grano” è il titolo dell’iniziativa che si terrà giovedì 12 novembre, a partire dalle 16,30, all’Aldebaran di Blufi, sulle Madonie . Una tavola rotonda per rivalutare i grani antichi, Russello, Perciasacchi, Nero delle Madonie, Timilia, Senatore Cappelli.
Unire le potenzialità del territorio siciliano alla migliore tradizione di grani antichi.
Interverranno alla tavola rotonda dopo il saluto del Sindaco di Blufi, Calogero Brucato, Antonio Cossentino, presidente della CIA di Palermo, Rosa Giovanna Castagna, presidente della CIA Sicilia, Franco Vescera, archeologo dei grani antichi, Vincenzo Provenzano, diabetologo, Gianfranco Venora, direttore stazione consorziale sperimentale di granicoltura di Sicilia, Vincenzo Grassia, cerealicoltore e presidente del gruppo di interese economico cereali Cia Sicilia, Giuseppe Russo, dirigente consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore, Roberto Guarino, Responsabile Marketing e vendita Azienda Poiatti, Guido Turus, registra del documentario BioResistenze, Antonello Cracolici, assessore regionale agricoltura, Giuseppe Castiglione, sottosegretario Ministero Politiche Agricole, Dino Scanavino presidente nazionale CIA, modererà i lavori Salvo Messina, giornalista Compagnia Televisiva Siciliana. All’inizio della serata verrà proiettato il documentario “Bio Resistenze – testimoni di un impegno” regia di Guido Turus. A fine serata degustazione di bruschette e pizze preparate con farine di grani antichi di Sicilia, Russello, Perciasacchi, Nero delle Madonie, Timilia, Senatore Cappelli e birre artigianali prodotte con grani antichi

Il dramma della Sicilia esplode nella incapacità di chi governa

palazzo-dorleans1L’agricoltura siciliana lascia sul capitolo forestali 6 milioni di euro.
Presidente cosa offre “in cambio” agli agricoltori della sua amata terra? Un Piano Sviluppo Rurale non ancora approvato a Bruxelles, una programmazione già finita che lascerà all’Europa un disimpegno notevole di soldi non spesi e a moltissimi agricoltori debiti a non finire (sempre che gli restino le aziende!). E intanto che celebriamo Expo e l’agroalimentare, l’agricoltura continua a dare ancora un minimo di certezza a questa economia sempre più precaria.
Presidente innescare una guerra è sempre inopportuno per un politico accorto, innescare una guerra tra poveri è pericoloso e socialmente deleterio.
Presidente “che tempo fa” là dove vive Lei?