AGRINSIEME SICILIA SU ASSEGNAZIONE PASCOLI DEMANIALI: OCCORRE TROVARE IMMEDIATAMENTE UNA SOLUZIONE TAMPONE

AGRINSIEME SICILIA 1x4“Siamo perfettamente convinti che occorre riportare entro i canoni della massima trasparenza le procedure per l’affidamento dei lotti pascolivi del demanio forestale, ma rileviamo anche l’urgenza degli allevatori di poter disporre immediatamente dei pascoli per non compromettere il ciclo produttivo del bestiame con conseguente aumento dei costi”.
Le nuove concessioni dei pascoli, con tutta la buona volontà della pubblica amministrazione, non potranno essere rilasciate prima di tre quattro mesi, un periodo che sta creando parecchio allarme tra i numerosi allevatori delle aree interne. Per questa ragione AGRINSIEME Sicilia propone all’assessore Cracolici un provvedimento ponte in grado di dare continuità all’attività in attesa dell’entrata a pieno regime delle nuove procedure di affidamento dei lotti pascolivi.
MG_9004-820x510“Da parte nostra  abbiamo dato la piena disponibilità e collaborazione per la predisposizione delle nuove procedure partecipando ad un incontro convocato dagli uffici alla vigilia di capodanno ed ottenendo l’assegnazione di un elevato numero di lotti con durata poliennale, anziché annuale come originariamente previsto. E’ stata inoltre posta la massima attenzione per garantire il mantenimento degli impegni assunti dagli allevatori con impegni agroambientali in corso”

CASTAGNA: “IL SISTEMA DELLA BONIFICA IN SICILIA NON REGGE PIU’. BLOCCARE SUBITO L’AUMENTO DEI RUOLI”

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“Rischia di implodere tutto il sistema dei Consorzi di Bonifica della Sicilia, oberati dai debiti sempre più crescenti, senza risorse necessarie a garantire la normale attività e soggetti da tempo a subire innumerevoli procedimenti risarcitori. Oltre 2.100 i dipendenti che gravitano attorno ai Consorzi di Bonifica tra tempo indeterminato e stagionali con un costo che si aggira sui 50 Milioni di euro. Oltre 130 milioni di debiti e di contenziosi in atto. Invasi semivuoti e limiti strutturali mettono a rischio la Stagione irrigua”. Questo è il grido d’allarme della presidente regionale di CIA Sicilia Rosa Giovanna Castagna.
“L’Assessore regionale all’agricoltura – evidenzia Castagna – deve intervenire per fermare l’aumento delle tariffe irrigue operate dai Consorzi di Bonifica e l’esecutività dei ruoli consortili in atto, assolutamente insopportabili dal mondo agricolo e fuori da ogni logica di gestione moderna e innovativa”.
“La Confederazione Italiana Agricoltori – aggiunge Castagna – ha più volte sottolineato come nelle condizioni attuali rimane incomprensibile ed assurdo decidere il taglio dei trasferimenti delle risorse ai Consorzi di Bonifica più di quanto previsto dalle normative”.
“Per tutta risposta – sottolinea Castagna – nonostante le direttive dei due precedenti Assessori all’Agricoltura (le tariffe irrigue verranno mantenute in linea con gli anni passati e abbiamo definito le procedure per predisporre e approvare i bilanci di previsione senza incidere sulle tariffe… ), per far quadrare i conti i Direttori dei Consorzi di Bonifica aumentano a dismisura i ruoli irrigui scaricando sugli agricoltori una gestione dissennata che rischia di affossare la migliore agricoltura di qualità di cui la Sicilia ne vanta la primogenitura”.
“Gli agricoltori – continua Castagna – chiedono al Governo della Regione e all’assessore Antonello Cracolici di intervenire con urgenza per mettere ordine al sistema della Bonifica restituendo agli agricoltori la gestione democratica di Enti che siano efficienti, risanati e puliti da ogni incrostazione debitoria. E’ necessario revocare l’art.47 della legge Regionale n. 9/2015 nella parte in cui si prevede il disimpegno finanziario della Regione Siciliana fino al pareggio bilancio dei Consorzi a decorrere dal 2021. Si decida in merito alle priorità sui grandi interventi relativi allo stato strutturale delle dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche nonché lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità”.
“E’ forte la nostra preoccupazione – conclude Castagna – rispetto alla situazione che vive il mondo Agricolo e alla necessità di dotare la Sicilia di strumenti snelli ed efficienti che oltre alla distribuzione dell’acqua ad un costo equo, possano operare per la salvaguardia del territorio e la sua manutenzione così come recitano i nuovi indirizzi di economia agricola nell’ambito del contesto Europeo e dello sviluppo sostenibile che le attuali normative impongono”.

SULLO STOP AI CONTRIBUTI PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA IN SICILIA, INTERVIENE CASTAGNA (CIA SICILIA): “NON SI PUO’ CHIEDERE AGLI AGRICOLTORI DI RESTITUIRE SOMME LEGITTIMAMENTE RICEVUTE E GIA’ INVESTITE”

Il Tar che annulla un bando da 320 milioni per le coltivazioni ecosostenibili, il dipartimento Agricoltura che non fa ricorso e annulla i pagamenti in via cautelare e il paventato rischio per le oltre 8 mila imprese agricole di dover restituire i contributi ricevuti dal 2013 al 2015. “Sulla vicenda del biologico è inevitabile interrogarsi sull’efficacia della tempestività Rosa Giovanna Castagna presidente CIA regionale Siciliadell’amministrazione regionale e su quanto l’incertezza politica pesi sulla realtà delle imprese” – dichiara Rosa Giovanna Castagna presidente della CIA regionale Sicilia – . “È evidente che non si può chiedere agli agricoltori di restituire somme legittimamente ricevute e già investite, non ne sono responsabili né direttamente né indirettamente (così come legittimo è il ricorso al Tar degli esclusi) – continua Castagna – sarà semmai qualcun altro a dover trovare il modo di risolvere la questione, ribadendo la necessità di non trovare soluzioni peggiori del danno: le aziende incluse nella graduatoria del vecchio bando non hanno avuto possibilità di accedere al nuovo, quindi l’eventuale conferma dell’annullamento inficia di fatto il nuovo bando”. “Ben diverso è invece l’aspetto che ha generato questa vicenda: su questo punto – conclude Castagna – pretendiamo maggiore attenzione nella stesura dei prossimi bandi e massimo coinvolgimento delle organizzazioni di categoria prima dell’emanazione degli stessi”.