CAPORALATO, CASTAGNA (CIA SICILIA): “LA NUOVA LEGGE DI VITALE IMPORTANZA PER CONTRASTARE LO SFRUTTAMENTO IN AGRICOLTURA MA PREOCCUPA LA MANCANZA DI DISTINZIONE TRA REATI GRAVI E VIOLAZIONI FORMALI”

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“La legge contro il caporalato varata dalla Camera è senza alcun dubbio una legge di vitale importanza per contrastare e depotenziare il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura e per salvaguardare anche la maggioranza delle aziende che operano nel settore agricolo e che sono sane, ma ciò che preoccupa molto è l’assoluta mancanza di distinzione tra i reati gravi e le violazioni della legislazione sui contratti di lavoro che possono anche essere di carattere formale. Il distinguo è delegato alla discrezionalità degli ispettori o del magistrato e questo non può che destare forte preoccupazione”. Lo dichiara Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della Cia Sicilia. “La legge – sottolinea Castagna – prevede un inasprimento degli strumenti penali per i caporali, indennizzi per le vittime, rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali”. “Ora bisogna continuare su questa strada – conclude Castagna – combattendo lo sfruttamento sotto ogni profilo, a partire dal sottopagare i prodotti agricoli per una manciata di centesimi, monitorando costantemente tutta la filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita ci sia un itinerario di qualità che riguarda la salute e il lavoro nell’interesse della collettività”.

Appello dei produttori bio: “Sbloccare i contributi UE del 2013”

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Venerdì sera, ad Alcamo, nel corso di un’assemblea della Confederazione italiana agricoltori è stata sancita l’unificazione delle delegazioni provinciali di Palermo e Trapani. Si presenteranno così come un’unica delegazione al prossimo congresso regionale. E’ stata anche l’occasione per parlare di alcuni dei principali problemi che attanagliano le aziende del comparto agricolo. Un appello è arrivato dalle centinaia di aziende che producono biologico e che sono ancora in attesa dei contributi relativi al 2013 della vecchia programmazione dei fondi europei. Pagamenti bloccati dal ricorso presentato al Tar da una settantina di aziende – sulle oltre 5 mila che ne avevano fatto richiesta – contro la regolarità del bando della Regione. A dicembre arriverà il pronunciamento del Cga. “Il protrarsi del’attesa non fa altro che aumentare le ansie e le paure di migliaia di imprenditori che avevano svolto tutte le pratiche regolarmente e che rischiano di vedersi togliere dei contributi sui quali avevano fatto affidamento e in funzione dei quali avevano aperto linee di debito con le banche. Chiediamo all’assessore regionale Cracolici, che si sta prodigando per la ripresa del comparto agricolo siciliano, di spendere il suo impegno su questa vicenda e di permettere comunque i pagamenti entro la fine dell’anno. La posta in gioco, per migliaia di produttori, è altissima”, ha detto Antonino Cossentino, presidente provinciale Cia Palermo.

CASTAGNA (CIA SICILIA): “IL MODELLO DI AGRICOLTURA INDUSTRIALE HA DANNEGGIATO UN PATRIMONIO E UN’IDENTITA’ CHE LA SICILIA STA TENTANDO DI RECUPERARE CON PRODUZIONI DI ECCELLENZA”

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“Il modello di agricoltura industriale ha danneggiato un patrimonio e un’identità che la Sicilia sta tentando di recuperare con produzioni di eccellenza come la pesca di Leonforte e la rivalutazione di antiche coltivazioni come i grani antichi di Sicilia, peraltro apprezzate anche da un punto di vista gastronomico”. Lo ha detto Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della CIA Sicilia, nel corso del suo intervento, al convegno “Un nuovo strumento per la salvaguardia della biodiversività e degli habitat siciliani” che si è svolto questa mattina nella Sala Piersanti Mattarella del Palazzo dei Normanni. “E la Sicilia – ha evidenziato Castagna – non può che sostenere un progetto che miri alla tutela del proprio territorio: è infatti la regione con la più alta percentuale di produzioni biologiche e ben 247 siti della direttiva Habitat di Natura 2000 che mira a garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario”. “La Direttiva Habitat riconosce il valore di tutte quelle aree nelle quali la presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività dell’uomo e natura”. “Anche i fondi comunitari per le politiche agricole – ha continuato Castagna – danno segnali di attenzione importanti: il nostro PSR ha una misura, la 4.4.b, dedicata alla preservazione della biodiversità e sono molti gli agricoltori custodi che svolgono un lavoro appassionato e fondamentale per il futuro della nostra agricoltura”. “Le vicende legate al Punteruolo rosso ci hanno costretti a vedere praticamente annullato il nostro consistente patrimonio palmicolo; la Tristeza o ciò che sta accadendo in Puglia con la Xylella o ancora i rischi gravissimi per il patrimonio apistico derivanti da dall’Aethina Tumida”. “Tutto questo – ha sottolineato Castagna – ci impegna a tenere altissima l’attenzione sui rischi di importazione di fattori di danneggiamento del nostro patrimonio silvo-faunistico”. “In questo contesto, un Osservatorio multidisciplinare è indubbiamente fondamentale ed il Principio di precauzione è certamente uno strumento utile che, se applicato con tempestività, può prevenire enormi danni alle nostre colture, fermo restando – ha concluso Castagna – che qualsiasi azione che punti al rispetto dell’ambiente ed alla tutela del nostro patrimonio e che coinvolga quindi attivamente gli agricoltori non può prescindere dal principio di dignità reddituale per gli stessi”.