Altro olio di oliva tunisino nell’Unione? Penalizzerebbe le agricolture del Sud Europa

Guarda caso, lo schema di accordo ipotizzato dalla commissione europea – che per ora è solo una proposta – colpirebbe Spagna Italia e Grecia. Rosa Giovanna Castagna (Cia siciliana): “Per l’olivicoltura da olio dell’Isola sarebbe un disastro”

Quest’anno si attende una grande produzione di olio di oliva, a differenza dello scorso anno, che ha fatto registrare un calo di produzione del 40 per cento circa. Ma tra gli agricoltori che producono olio extra vergine c’è molto fermento e tante preoccupazione. Motivo: l’arrivo, nel mercato dell’Unione Europea, di olio d’oliva tunisino che rischia di inquinare l’offerta e di far cadere i prezzi.

L’ulteriore quota annua di 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino, che rischia di mettere in ginocchio la produzione olivicola europea, a cominciare da quella italiana (pugliese, siciliana e calabrese), sarà attiva dall’1 gennaio prossimo, ma solo se otterrà l’avallo del Parlamento Europeo. Insomma, quando il Parlamento Europeo sarà chiamato a ratificare una decisione che, di fatto, penalizza l’olivicoltura da olio dell’Europa mediterranea.
In questo momento, l’idea di far affluire in Europa ‘dosi’ massicce di olio d’oliva tunisino è una proposta, che si aggiunge alle 56 mila e 700 tonnellate annue già previste dall’accordo di associazione UE-Tunisia e sarà attiva per due anni, fino alla data prevista per la firma del trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e la Tunisia.
La proposta, anziché offrire soluzioni più globali, si concentra solo su un unico settore, quello olivicolo, e arriva in un momento terribile per la produzione agricola italiana. Guarda caso, non va a colpire le agricolture del Nord Europa, ma quelle dell’Europa del Sud: Spagna, Italia e Grecia in primo luogo.
rosa correttaAbbiamo chiesto alla presidente della Cia siciliana (Confederazione italiana agricoltori), Rosa Giovanna Castagna, cosa pensa di questa storia. “Ne penso molto male – ci risponde -. L’anno scorso per l’olio di oliva siciliano è stato un mezzo disastro. Quest’anno la produzione si annuncia ricca e di buona qualità: ma ecco che arriva questa notizia. Incredibile. In Italia questo provvedimento penalizza il Sud: Puglia, Sicilia e Calabria. L’olio tunisino si vende a prezzi molto più bassi rispetto a quello prodotto nell’Europa mediterranea, compresa la Sicilia. Questo provvedimento, se verrà reso operativo, rischia di danneggiare i produttori di olio di oliva, in massima parte extravergine. Se debbo essere sincera, non ho ancora capito qual è la posizione di Paolo De Castro”.
Paolo De Castro, per la cronaca, è il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo. “Voglio precisare che la politica, prima di adottare un provvedimento del genere – sottolinea ancora la presidente della Cia siciliana – dovrebbe ascoltare le ragioni delle organizzazioni agricole”.

da la Voce di NY