DOCUMENTO PER IL GOVERNO REGIONALE SUI FONDI ROTAZIONE CRIAS ED IRCAC DI CIA, CNA, CASARTIGIANI, CONFAGRIGOLTURA, CONFARTIGIANATO, CLAAI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, AGCI, UNCI,

foto 1 (2)La crisi degli ultimi anni ha prodotto effetti devastanti sulle imprese, accentuando l’esigenza di reperire risorse esterne, mentre le banche hanno ridotto drasticamente i volumi di affidamento alle PMI, nel 2013 si è ridotto di oltre 80 miliardi il totale dei prestiti concessi alle imprese italiane rispetto agli anni precedenti, mentre i prestiti deteriorati sono aumentati da 100 miliardi a 320 miliardi toccando un picco del 16% di prestiti in essere. Ancora di più è rallentato e si è ridotto il credito alle imprese siciliane, nel 2013 si è avuta rispetto all’anno precedente una riduzione del credito alle piccole imprese del -4.6% e, come evidenziato dalla Banca d’Italia, questa tendenza prosegue nel corso del 2014.

Il Direttore Generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, a settembre segnalava che l’aumento dei costi per la valutazione dei rischi di credito delle piccole imprese ha portato e porterà sempre più a limitare l’accesso al credito bancario delle PMI. Infatti in una sua relazione sostiene: <<…le evidenze contabili delle piccole imprese sono spesso lacunose e opache e richiedono mezzi analitici che indaghino le caratteristiche tecnologiche e di mercato dell’impresa……. con costi fissi oltre che variabili, che possono essere proibitivi se l’impresa e il fido sono piccoli…….>>. Questa situazione prospetta  un “fallimento del mercato del credito” e sostiene sempre il Dott. Rossi
In queste parole del Direttore della Banca d’Italia si evidenzia l’esigenza nella nostra Regione di impedire lo svuotamento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per le imprese agricole, artigianali e le cooperative, poiché ciò causerebbe il fallimento di migliaia di imprese e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.
Da sempre in Sicilia i fondi di rotazione per il credito agevolato per i diversi settori: artigianato, commercio, industria, agricoltura, cooperazione, hanno avuto un peso determinante per il sostegno e per l’aiuto a decine di migliaia di imprenditori.
Parliamo infatti di fondi di rotazione dotati di risorse per centinaia di milioni di euro, (oltre 500 milioni foto 2 (2)Crias per artigiani, agricoltori, autotrasportatori, 200 milioni Ircac per cooperazione etc.).
Le imprese dei settori interessati sono oltre duecentomila e decine di migliaia di esse hanno trovato e continuano a trovare risposte al loro bisogno vitale di liquidità solo nei fondi Crias ed Ircac. Oggi questi fondi rappresentano l’unico strumento creditizio per dare lavoro produttivo alla Sicilia.
E va sottolineato che i dati sul deterioramento, incagli e sofferenze 2013 del sistema finanziario privato siciliano ammontavano a 49,4% dell’erogato mentre quelli della Crias sono stati il 43,9% dell’erogato e poco oltre il 30% quelli dell’IRCAC, con una prevalenza del contenzioso sul credito di esercizio a medio termine per investimenti produttivi e per la ricapitalizzazione societaria.
Mentre nel 2013 le banche hanno diminuito l’erogazione del 10% di credito per investimenti, la Crias ha aumentato del 15,90% l’erogato per investimenti.
Mentre l’Ircac ha registrato un aumento della concessione di crediti a medio termine per investimenti dello 80% e un aumento delle imprese finanziate, comprese il credito di esercizio, del 60% circa.

E’ quindi necessario potenziare i fondi di rotazione per concedere più velocemente i prestiti richiesti alle imprese.
Il rafforzamento dei fondi di rotazione oggi può essere fatto utilizzando i fondi del POR Fesr. L’Unione Europea con l’esplosione della crisi economica ha cambiato le sue strategie e oggi indica espressamente alle Regioni obiettivo 1 di puntare sul credito per sostenere imprese e sviluppo.
Da ciò nasce l’esigenza di prevedere nel Piano Operativo 2014/2020 Fesr misure con risorse consistenti per rafforzare tutti i fondi di rotazione del credito agevolato regionale, consapevoli che per i prossimi anni i Fondi comunitari per la coesione rappresentano le uniche risorse finanziarie disponibili in Sicilia per riattivare crescita, sviluppo e occupazione.
Va messo in campo un piano straordinario per il credito basato sul rafforzamento dei fondi di rotazione del credito agevolato regionale per tutti i settori e sul consolidamento del sistema delle garanzie mutualistiche dei Confidi per garantire l’erogazione del credito bancario, utilizzando le risorse comunitarie.
Va contrastata qualunque ipotesi scellerata di rubare o distrarre i fondi di rotazione dell’agevolato regionale che sono patrimonio essenziale della Sicilia e delle imprese per occupazione e sviluppo.
È controcorrente e scandalosa la decisione di sottrarre risorse al mondo imprenditoriale agricolo ipotizzando un prelievo di ben 19 milioni di euro dal fondo Crias. Se questo è l’indirizzo scelto dal governatore per rilanciare l’economia dell’isola attraverso il sostegno all’imprenditoria, prima con il reperimento di fondi attraverso l’IRCAC e adesso attraverso il CRIAS, è inaccettabile condividere la linea di Crocetta e le priorità di investimento su cui punta perché così penalizza imprese e lavoro produttivo.