Le nuove opportunità per i giovani dalla Politica agricola comune e il ricambio generazionale

In un momento in cui i giovani impiegati in agricoltura crescono del 5,1%, mentre le facoltà di agraria fanno segnare picchi d’immatricolazione superiori del 40% agli anni accademici del passato, dalla delegazione di Palermo della Confederazione italiana agricoltori arriva un messaggio chiaro: meglio lasciare l’azienda in mano ai giovani under 40. A loro, infatti, per la prima volta è riservato un fondo del cosiddetto “primo pilastro” della Pac 2014-2020, la Politica agricola comune europea. Si tratta di 37 milioni di euro a disposizione per l’Italia, l’1% del plafond totale che può raddoppiare se saranno presentate più domande di quelle previste, arrivando così a oltre 70 milioni.Pac valledolmo b Di questo si è parlato sabato a Valledolmo, dove la Cia Palermo ha tenuto l’incontro con i giovani agricoltori sul tema “Coltiviamo sviluppo: Sicilia, la terra del futuro”. “La mia generazione non è più in condizione di recepire le nuove tendenze del mercato, è importante puntare sui giovani per far ripartire la nostra agricoltura: il ricambio non deve essere solo anagrafico ma di mentalità, perché il ciclo di produzione non si ferma più sui banchi del mercato ma può toccare ogni parte del mondo”, ha detto Antonino Cossentino, presidente della Cia Palermo. “Le industrie e le aziende del terziario emigrano, mentre l’agricoltura non può farlo: per continuare a sopravvivere – ha aggiunto Cossentino – bisogna investire nel settore e dare spazio ai giovani”.
“Seguiamo con attenzione tutte le possibilità che ci vengono date per rilanciare l’agricoltura e il territorio in generale: il nostro progetto vuole trovare un percorso innovativo e integrato e non bisogna farsi scappare l’occasione offerta dalla nuova Pac”, ha aggiunto Nicolò Lo Piccolo, imprenditore e presidente regionale dell’Agia, l’associazione dei giovani imprenditori nata in seno alla Cia. Sulle nuove opportunità offerte IMG_2161dell’Europa è intervenuto con la sua relazione Graziano Scardino, responsabile regionale dei Centri assistenza agricola Cia.”Il primo pilastro della Pac non era mai intervenuto sui giovani under 40 e per i primi cinque anni di insediamento.E’ una novità assoluta ed importante, a fronte di una diminuzione di circa il 10% del totale dei fondi destinati all’agricoltura. Il nostro giudizio sulla Pac, nel complesso, non è positivo perché gli agricoltori perderanno soldi. Però la partita politica che si stava giocano a Bruxelles rischiava di far perdere completamente i contributi del primo pilastro. Ai giovani agricoltori di tutto il territorio nazionale sono destinati 37 milioni, che possono diventare il doppio se si registra un forte aumento della domanda. I giovani che non hanno un’eredità, inoltre, potranno usufruire di un importante punto di partenza, cioè la riserva nazionale che per la prima volta è uguale in tutte le regioni ed è pari a 180 euro per ettaro. Insomma, una buona “start up” per favorire l’insediamento dei giovani in agricoltura. A questo punto occorre fare bene i calcoli, affidandosi anche ai Centri di assistenza agricola della Cia: in linea generale, se un genitore è in prossimità della pensione conviene che lasci ai figli”.