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Guida alle imprese femminili PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Sciortino   
venerdì 19 ottobre 2007
L'agricoltura cambia e si
delle aziende dei sapori di
femminilizza.
dettagli alle sezioni:
"Donne in campo"
e
"Turismo Verde"
Qui il modulo di adesione

La scesa in campo di numerose donne imprenditrici è spesso una scelta consapevole che, oltre all’impegno produttivo in cui competitività e innovazione si trovano alla base della filosofia d’impresa, traguarda altri obiettivi riconducibili alla sfera del sociale. Nella trasformazione dell’agricoltura del nostro Paese e della nostra Isola dove l’aspetto della multiattività e della multifunzionalità accresce di giorno in giorno il suo peso economico all’interno delle aziende, il ruolo della donna imprenditrice o coadiuvante o semplice componente del nucleo familiare dell’agricoltore, è diventato di rilevante importanza. Non c’è agriturismo, fattoria didattica, fattoria sociale, vendita diretta e trasformazione dei prodotti che possa attivarsi e mantenersi senza la presenza delle donne in azienda. Le donne in agricoltura hanno sempre rivestito un ruolo importante: esse  sono state storicamente pluriattive e polifunzionali. Più di recente il ruolo delle donne nell’impresa agricola si è arricchito di molte attività legate alla sfera di quelle che gli anglosassoni chiamano i “public goods” cioè i beni sociali o comuni che non possono essere scambiati sul mercato perché immateriali, ma che per coloro che direttamente o indirettamente ne usufruiscono hanno un valore. In questo ambito rientrano l’attenzione per la qualità e la salubrità degli alimenti, la sensibilità verso l’ambiente, la capacità di conservare e trasmettere le tradizioni locali, la naturale propensione per attività relazionali verso bambini e anziani, l’amore per la cucina, la conoscenza delle tecniche di conservazione degli alimenti, e tanto altro ancora. Tutto questo rende le imprese femminili vocate naturalmente alla multifunzionalità e nell’ambito di questa alla valorizzazione delle produzioni tipiche e tradizionali all’interno dei territori in cui queste si realizzano, ricostruendo o rinsaldando un vecchio e importante legame tra la gente di città e quella di campagna, tra il produttore e il consumatore. Le imprenditrici agricole che aprono le proprie aziende alla società sotto le diverse forme di multifunzionalità e fruizione del territorio dalla vendita diretta agli agriturismi, dai punti di ristoro ai percorsi a tema, dalle fattorie didattiche alle fattorie sociali costituiscono un patrimonio che l’agricoltura mette a disposizione dell’intera società a cui è giusto dare il necessario risalto e concreta valorizzazione. E questo assume un valore ancora maggiore quando le imprese si collocano in contesti territoriali difficili, distanti, isolati, mal collegati, orograficamente tormentati, economicamente marginali. Una guida che informi e orienti il cittadino/consumatore verso le aziende agricole femminili e in particolare di quelle delle zone più difficile e marginali è uno strumento che aiuterà le imprenditrici nella realizzazione degli importanti obiettivi che si configurano nelle prospettive nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale, prospettive che per le donne possono assumere una valenza particolare nel rafforzare la propria attività aziendale e nel proiettare un nuovo ruolo della donna in agricoltura. Il sostegno alla multifunzionalità e alla multiattività in ambito rurale passa anzitutto dal riconoscimento del loro valore economico e sociale. Solo conoscendone i molteplici aspetti e i soggetti che le esercitano realmente sul campo la società nel suo complesso potrà comprenderne i benefici. Consapevoli di quanto sopra, le associazioni promosse dalla Cia, “Donne in Campo” e “Turismo Verde Sicilia” (che ha già editato con successo inaspettato nel 2007 “L’Isola dei Sapori, la guida alle aziende che fanno la vendita diretta) hanno messo in cantiere la pubblicazione che ritengo possa riscuotere tra le donne rurali un grande interesse.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 07 aprile 2010 )
 
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