Semina su sodo – Piano Sviluppo Rurale Sicilia 2014/2020

L’intento del presente lavoro è quello di sintetizzare l’Opzione “Adozione di tecniche di Agricoltura conservativa” della Sottomisura 10.1 “Pagamento a compensazione di impegni Agro-Climatico-Ambientali”, riferendosi alla bozza del PSR Sicilia del 22 Luglio 2014, pubblicata dal Dipartimento Regionale Agricoltura – Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea – Regione Siciliana.
Pertanto quanto riportato nel presente lavoro potrà subire alcune modifiche ed integrazioni prima della pubblicazione nella GURS del bando e delle relative disposizioni attuative.
Descrizione dell’Opzione della Sottomisura
L’introduzione di tecniche di agricoltura conservativa mira a contrastare la pressione che l’agricoltura esercita sull’ambiente causando notevoli criticità legate alla perdita e alla degradazione del suolo e, più in generale, ai processi di dissesto idrogeologico e di desertificazione.
Queste tecniche sono costituite da un insieme di pratiche agricole tra esse complementari quali la semina su sodo o lavorazione ridotta del terreno, la copertura permanente del suolo e le rotazioni e as10371572_10204006457828204_8606339123505388677_nsociazioni colturali diversificate. In genere nei primi 5-7 anni l’adozione di tali pratiche provoca una flessione produttiva ed un uso maggiore di fitofarmaci e di fertilizzanti; successivamente però si registrano sensibili benefici sia a livello gestionale, con la diminuzione delle erbe infestanti, dei parassiti e delle malattie delle piante, sia a livello ambientale con la riduzione dell’erosione idrica, con il miglioramento della fertilità del suolo.
La durata degli impegni è 7 anni. L’impegno inizia al momento della raccolta ottenuta con tecniche convenzionali, poiché si deve garantire la copertura del suolo mediante il mantenimento in loco dei residui colturali distribuiti uniformemente sul suolo.
Successivamente le aziende dovranno:
• Effettuare la semina su sodo con macchine e attrezzi tecnicamente idonei per eseguire questo tipo di lavorazione. La deposizione del seme nel terreno dovrà essere effettuata senza alterarne la struttura preesistente, eccetto che per una fascia ristretta di larghezza massima di 8-10 cm e profondità massima di 5-7 cm in corrispondenza di ogni fila di semina.
Inoltre dovranno rispettare i seguenti obblighi:
• Divieto di effettuare qualunque lavorazione del terreno;
• Rispettare l’obbligo di successione colturale adottando una rotazione tra cereali autunno-vernini da granella e leguminose da granella, erbai autunno-vernini, foraggere. E’ ammessa la pratica del ringrano per due anni consecutivi;
• Mantenere in loco i residui colturali, in modo da avere uno strato di materiale vegetale sparso sul suolo a scopo protettivo (mulching). E’ consentita la trinciatura dei residui colturali e l’asportazione parziale delle paglie e degli stocchi purché ne resti un quantitativo sufficiente a garantire la copertura del terreno;
• Somministrare in dosi frazionate le concimazioni di azoto e fosforo;
• Sono ammessi gli interventi di diserbo chimico frazionati e/o localizzati;
• Mantenere costantemente e conformemente aggiornato il registro aziendale dei trattamenti, delle concimazioni e dei relativi magazzini.
Non è possibile utilizzare fanghi.
Beneficiari
I beneficiari sono gli Imprenditori agricoli singoli e associati e altri gestori del territorio quali ATS.
Condizioni di eleggibilità:
La superficie minima aziendale ammissibile è di 2 ha. L’intervento dovrà essere adottato su una superficie pari ad almeno il 25% della superficie seminativa aziendale utilizzata a seminativo avvicendato con indirizzo cerealicolo foraggero.
La superficie richiesta a premio con la domanda di pagamento potrà ridursi sino ad un massimo del 10% della superficie ammissibile della domanda iniziale d’aiuto (1° anno) purché venga comunque mantenuta la superficie minima sopra specificata.
Sono escluse dall’impegno alla presente azione le superfici aziendali sottoposte a ritiro dei “seminativi dalla produzione” ai sensi del Regolamento CEE n. 2078/1992 e del Regolamento CE n. 1257/1999 e le superfici imboschite ai sensi dei Regolamenti CE n. 1609/1989, n. 2080/1992, n. 1257/1999, del 1698/2005 e ai sensi del presente programma.
Inoltre, sono esclusi dagli aiuti i pascoli e le superfici destinate a colture ortive.
Principi per quanto riguarda la definizione dei criteri di selezione
L’Azione si applica su tutto il territorio regionale per le superfici a seminativo ad indirizzo cerealicolo-foraggero.
Per l’accesso al finanziamento, sarà attribuita priorità in ordine di precedenza alle aziende ubicate nelle seguenti aree:
1) aree a rischio di erosione (carta regionale dell’erosione reale);
2) aree sensibili alla desertificazione (carta della sensibilità alla desertificazione in Sicilia).
Tipo di sostegno
Per gli interventi previsti sarà concesso un sostegno su base annua sotto forma di premio ad ettaro pari a 135 €/Ha
Per i beneficiari dell’aiuto riguardante gli impegni ai sensi degli articoli 28 (Pagamenti agro-climatico-ambientali), 29 (Agricoltura Biologica) e 30 (Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva quadro sull’acqua) del Reg. (UE) N. 1305/2013, che non hanno diritto ai pagamenti diretti nell’ambito del I pilastro possono ricevere interamente i premi calcolati in base alle regole del mancato guadagno e dei costi aggiuntivi, senza applicare alcuna riduzione per il greening.
Per le altre tipologie di beneficiari al fine di evitare il doppio finanziamento con le pratiche di greening del I Pilastro l’importo dei premi sarà revisionato.
Inoltre, l’azione non è cumulabile con gli aiuti per le medesime superfici con le altre operazioni/azioni della presente misura 10 (Pagamenti Agro-Climatico-Ambientali) nonché con la misura 11 (Agricoltura Biologica).
Il presente articolo è stato redatto dal Dott. in Agroingegneria Giuseppe Garlisi, operatore Cia della provincia di Palermo e responsabile per la zona di Valledolmo.