Vino, in Sicilia prezzi giù e allarme peronospora. Il presidente Scanavino all’assemblea regionale della Cia: lavoriamo per far fronte alla crisi, poi avanti su internazionalizzazione e riforma Ocm

I prezzi in caduta libera, soprattutto per il vino sfuso; tanto invenduto alla vigilia della nuova vendemmia e adesso l’allarme peronospora: la vitivinicoltura in Sicilia vive un periodo difficile e tornano le preoccupazioni degli agricoltori. Per fronteggiare la crisi, mettendo in campo proposte e intervenunnamedti, si è tenuta a Petrosino (Trapani) l’assemblea regionale della Cia, alla presenza del presidente nazionale della Confederazione Dino Scanavino, insieme a più di 300 vitivinicoltori e amministratori delle principali cantine cooperative del territorio.
“La vitivinicoltura siciliana, dopo aver chiuso un 2013 soddisfacente sul fronte dei listini, ritorna nella uva-violamedia ribassista degli ultimi anni -ha detto Maurizio Lunetta, responsabile Settori produttivi della Cia Sicilia-. L’ultima vendemmia ha riportato la produzione regionale sopra i 6 milioni di ettolitri e questo, unitamente ad alcune dinamiche internazionali di mercato, ha depresso il prezzo del vino con un valore delle uve che non supera 20 euro a quintale”.
In particolare, ha aggiunto la presidente della Cia regionale Rosa Giovanna Castagna, “il prezzo del vino comune in Sicilia è sceso più del 40% rispetto allo scorso anno e, alla vigiliaRosa-giovanna-Castagna-165x300 della nuova vendemmia, molte cantine cooperative si trovano con un quantitativo di vino sfuso invenduto, tale da mettere a rischio il regolare svolgimento delle operazioni di ricevimento delle uve dei soci conferitori”.
Come se non bastasse, ora è arrivata anche la peronospora, l’infezione che in conseguenza dell’anomalo andamento climatico stagionale e del perdurare delle piogge eccessive alternate al caldo, ha “infestato” centinaia di ettari di vigneti con il rischio di danni permanenti.
“E’ necessario prima di tutto fronteggiare l’emergenza ma, nel contempo, bisogna lavorare a una programmazione di interventi di più largo respiro -ha spiegato Scanavino-. In questo senso, è necessario lavorare nell’immediato per la richiesta di distillazione di crisi, come sugli aiuti per gli attacchi eccezionali della peronospora, soprattutto nel trapanese. Ma poi serve guardare sul lungo periodo -ha concluso il presidente della Cia- e andare avanti ad esempio sull’internazionalizzazione delle cantine cooperative, così come procedere per una profonda riforma dell’Ocm vino con interventi sul divieto di zuccheraggio dei mosti. Solo così si può dare futuro e prospettiva unnamed (1)ai nostri vitivinicoltori”.
All’incontro, aperto da Enzo Maggio della Cia di Petrosino, hanno partecipato anche il vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera Massimo Fiorio e il Capo di gabinetto dell’Assessorato regionale all’Agricoltura Antonio Parrinello.